La generazione Z e il nuovo approccio alle relazioni aperte

I giovani nati dopo il 1997 stanno ridefinendo il concetto stesso di relazione, con atteggiamenti verso la non-monogamia radicalmente diversi dalle generazioni precedenti.

Ogni generazione pensa di aver inventato il sesso, e la Gen Z non fa eccezione. Ma i dati suggeriscono che questa volta il cambiamento sia reale e sostanziale: i giovani nati dopo il 1997 mostrano atteggiamenti verso le relazioni e la sessualità marcatamente diversi da quelli dei millennials e delle generazioni precedenti.

Sondaggi condotti negli ultimi anni rivelano un quadro sorprendente. Secondo un'indagine YouGov del 2021, quasi un terzo degli adulti Gen Z negli Stati Uniti definisce la propria relazione ideale come non interamente monogama. Un sondaggio Kinsey Institute del 2019 trovò che il 43% dei millennial e Gen Z aveva sperimentato qualche forma di relazione consensualmente non monogama, contro il 25% delle generazioni precedenti.

Il cambiamento non riguarda solo i comportamenti ma anche il vocabolario. Termini come "poliamore", "relazione aperta", "eticamente non monogamo" sono entrati nel linguaggio comune dei ventenni. Sui social media, discussioni su strutture relazionali alternative avvengono apertamente, senza la vergogna o il sensazionalismo che caratterizzavano le generazioni precedenti.

Le ragioni di questo shift culturale sono molteplici. La Gen Z è cresciuta con internet e l'accesso immediato a comunità online dove stili di vita alternativi sono normalizzati. Ha assistito al fallimento del modello familiare tradizionale - tassi di divorzio elevati, infedeltà diffusa - e ne ha tratto conclusioni diverse dai propri genitori: forse il problema è la monogamia imposta, non chi la viola.

L'approccio della Gen Z alla non-monogamia differisce però da quello delle generazioni precedenti in modi significativi. C'è meno enfasi sul sesso ricreativo e più interesse per connessioni emotive multiple. Il concetto di "poliamore" - relazioni romantiche multiple e trasparenti - risuona più del termine "swinging" con le sue connotazioni da club per coppie. L'inclusività è un valore centrale: strutture relazionali che escludono persone LGBT+ o che replicano dinamiche di genere tradizionali sono guardate con sospetto.

Non mancano le contraddizioni. Nonostante l'apertura dichiarata, molti Gen Z riportano difficoltà a mettere in pratica ideali non monogami. La gelosia non scompare per decreto generazionale, e navigare relazioni complesse richiede competenze comunicative che non si acquisiscono automaticamente. Alcuni osservatori parlano di un gap tra ideologia e pratica.

Per la comunità lifestyle tradizionale, l'arrivo della Gen Z rappresenta sia un'opportunità che una sfida. Da un lato, c'è un potenziale enorme di nuovi partecipanti già culturalmente predisposti. Dall'altro, i codici estetici, comunicativi e valoriali dei club per coppie tradizionali potrebbero risultare alienanti per chi è cresciuto con sensibilità diverse.

Il futuro delle relazioni non monogame sarà probabilmente plasmato da questa generazione. Resta da vedere se i loro atteggiamenti più aperti si tradurranno in cambiamenti strutturali - leggi, norme sociali, istituzioni - o rimarranno confinati in una nicchia, per quanto ampia. Ma una cosa sembra certa: il dibattito sulla monogamia è entrato nel mainstream, e non tornerà nell'ombra.

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